Om Namah Shivaya | Numero 1 (aprile 2019)

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Qui sotto puoi leggere gli articoli del giornale.

“Discorso di Babaji”

» Parole del Guru

tratto da “La Via del cuore” di Radhe Shyam

“Voi dovreste essere pieni di umanità. Le genti di tutte le nazionalità dovrebbero unirsi tra di loro come fratelli. Voglio che siate tutti felici, sani, in grado di apprezzare le gioie della vita..... diffondete la luce della giustizia nei cuori degli altri. Lasciate che il seme di amore che è in voi fiorisca e fruttifichi. I gruppi organizzati hanno più forza dei singoli individui...Rimuovete odio e gelosia dai vostri cuori. Sono le stesse cose scritte nella Bibbia e ripetute dal Cristo. Dove regnano odio e gelosia, non vi può essere religione. Se ci fosse stata umanità nella gente, non sarebbe stato necessario costruire bombe atomiche e gli armamenti sarebbero stati abbandonati da millenni.

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Sull’Hairakhandi Yoga

» Satsang

di Tulsa Singh/Settimo Catalano

Il messaggio di Babaji di verità, semplicità e amore era realizzato pienamente da Muniraji. È arrivato il momento di mettersi veramente insieme e realizzare le sue ultime parole, di trovare la felicità nella fratellanza. Quest’ultima può essere paragonata ad una ruota di bicicletta con tanti raggi che convergono al centro e opponendosi gli uni agli altri tendono il cerchione. Per esempio, la cosiddetta anima ritualistica del movimento e quella non ritualistica sono due tensioni che, grazie alla loro opposizione, tengono insieme la ruota. Babaji ha detto “ tutti, oggi, devono fare interiormente voto di sacrificare ogni cosa per l’unità”.

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Avatar o incarnazione divina

» Satsang

di Maria-Gabriele  Wolsien
tratto da “Babaji Messaggio dall’Himalaya”

Il concetto di Avatar, pilastro della teologia hindu, gioca un ruolo particolare nella ricorrente e periodica cosiddetta ‘fine del mondo’. I grandi Avatar sono rari. Essi appaiono sempre per brevi periodi durante momenti di crisi della storia del mondo, per curare il corpo del pianeta dal cancro che minaccia di disintegrare le sue strutture con un intervento decisivo. L’apparizione di un redentore in forma umana è stata paragonata ad un nuotatore che, per poter salvare un uomo che sta annegando, si deve tuffare nella stessa acqua.

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Chissà Come Sta Dio

» Satsang

di Ram Gopal /Davide Cava

Haidakhan, gennaio 1983. Babaji parla a Deviji e termina così il suo discorso: "Ma chi chiede mai della mia pena?"
Cosa voleva dire Babaji con quest'ultima frase? Ci abbiamo mai pensato? È qui che inizia un'umile riflessione che da chiunque potrà essere accolta o rifiutata.

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L’INSEGNAMENTO

» Testimonianze

di Gaura Devi

La prima maestra fu l’India, con tutta la sua bellezza, le sue brutture, il suo fascino e le sue contraddizioni.
L’insegnamento più immediato fu la pazienza, perché per ogni cosa bisognava sempre aspettare, soprattutto quando si viaggiava. Gli autobus erano strapieni, le macchine andavano a trenta kilometri all’ora, le code per i biglietti dei treni erano interminabili. Gli indiani non si irritavano, nonostante la ressa, non si calpestavano, c’era molta solidarietà fra di loro. Si muovevano con allegria e con una incredibile  agilità nel traffico pazzesco delle città, fra auto, biciclette, carri e mucche sacre, rispettandosi a vicenda.

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Il mio incontro con Babaji

» Testimonianze

di Lisetta Carmi /Janki Rani

“ Tvameva mata cha pita tvameva
Tvameva bandusha sakha tvameva
Tvameva vidya cha dravinam tvameva
Tvameva sarvam mama deva deva”.

Non è facile parlare di Babaji, la Verità incarnata sulla terra, l’Amore divino che vede ciò di cui ogni anima ha bisogno, la Semplicità che vive di pura essenza.
Babaji Herakhan Baba ha completamente trasformato la mia vita chiamandomi a Sé nel 1976, si è rivelato a me come uno specchio chiaro in cui potevo vedere il mio sé più vero e profondoo, mi ha dato un compito (la creazione e la guida del suo ashram di Cisternino) che dà significato ad ogni attimo di questa mia vita sulla terra.
Bhole Baba Ki Jai!

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Gurupurnima International all’ashram Hairakhandi Love

» Notizie dagli ashram italiani

di Anuli/Aliana

Questo ashram è nato negli anni ’90 quando il mio compagno ed io, cercando un casolare in Umbria per fare un centro dedicato a Babaji, abbiamo trovato Villa Rosa, un rudere in mezzo ad un cerchio di montagne. Subito estasiati  dal posto, abbiamo deciso di comprarlo e Baba ci ha dato il Suo blessing apparendo ad Evan sul tetto della casa in meditazione.   Così è iniziata questa avventura per noi e i nostri tre figli, piena di gioia, energia e soprattutto una grande fede.

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In ricordo di Kali Shani

» Comunicazioni

 

Il nostro caro fratello Kali Shani ha lasciato il suo corpo mortale il 15 marzo alle ore 1:08. Il consiglio direttivo del Samaj italiano, nell’esprimere il proprio dolore per la scomparsa di un fratello che ha dedicato tutta la sua vita al servizio di Babaji, di Muniraji e di tutti i fratelli e sorelle, lo ricorda con affetto e amicizia, parole a lui molto care, e con grande rispetto e considerazione. Il Samaj esprime la sua vicinanza alla sua famiglia e alla nostra grande famiglia, di cui ogni membro, nessuno escluso, ha in qualche modo condiviso un pezzo piccolo o grande del suo percorso spirituale con Kali Shani.

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Dedica a Kali Shani

» Comunicazioni

di Mukandi Lal

Erano le 21.30 circa quando con un bus scalcinato arrivai a Raniket, due somose un chai e ricerca di un hotel dove passare la notte. Mi sveglio abbastanza presto, pratica inusuale dato il mio lavoro di promoter e musicista che quasi sempre si svolgeva di notte, ed uscendo sul balcone della stanza rimango abbagliato dalla Sacra maestosità dell’Himalaya, la neve splendeva e rimandava i riflessi di un tiepido sole di primo mattino: buongiorno India.

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