Chissà Come Sta Dio

» Satsang

di Ram Gopal /Davide Cava

Haidakhan, gennaio 1983. Babaji parla a Deviji e termina così il suo discorso: "Ma chi chiede mai della mia pena?"
Cosa voleva dire Babaji con quest'ultima frase? Ci abbiamo mai pensato? È qui che inizia un'umile riflessione che da chiunque potrà essere accolta o rifiutata.


Il nostro Satguru amava l'Umanità intesa come quel valore primordiale di cui è intriso l'uomo e che, col passare degli anni, lasciamo impolverare come una cosa vecchia, scomoda e fuori moda. Quand'ero bambino, ricordo, non sentivo una gran connessione con Cristo, ma ero legatissimo alla Madonna e a Dio. Per me Dio era un Padre senza forma, l'Adesh, in tutti i sensi. Ero solito pregare tutte le notti, ma le mie preghiere erano, già a quei tempi, alquanto insolite. Prima di cominciare a tediare Dio con tutti i miei discorsi e le mie piccole delusioni da bimbo in pubertà, gli chiedevo: "Dio, ma tu come stai?" Il punto è che non siamo di certo gli unici a soffrire per le rovine di questo mondo, per la dilagante disumanità. Di certo non siamo gli unici a piangere per le carestie o per gli eccidi, per la totale assenza di valore dell'esistenza. Il Creatore ci ha affidato un'esistenza umana come una scuola, quella che i buddisti definiscono la "preziosa rinascita umana". Sì, la vita è preziosa, è un'opportunità troppo spesso sottovalutata. Ecco, sono sicuro che anche Dio soffra delle nostre sofferenze, come una divina Madre anch'Egli piange nei nostri pianti e ride delle nostre gioie. "Sii felice, se tu sei felice io sono felice" diceva il nostro Amato. Mi rifiuto di credere che Dio sia un essere così al di sopra di ogni emozione da ignorare la sofferenza dei suoi figli, questo lo pensano in troppi. Dio è pura Compassione. Come sta Dio? Come vogliamo che stia? Quanto spesso glielo chiediamo? Siamo disposti a sentire nel cuore la Sua risposta?
Forse voliamo troppo con la fantasia, in un mondo in cui non si chiede "come stai?" neppure alla persona che ci è accanto, chi si ricorda di Dio? Immersi nei nostri problemi ci dimentichiamo di noi, ci siamo già dimenticati di Lui.