freccetta Om Namah Shivaya

Semestrale di informazione dell’Herakhandi Samaj Italiano

Herakhandi Family

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di Giorgia

L’International Haidakhandi Journal viene pubblicato due volte all’anno ed è alla sua sesta uscita. E’ a cura di Rob e Gaby, una coppia di devoti inglesi. Il Journal è sostenuto anche da Alok Banerjee in India, da Gayatri Devi e Lok Nath in America e da Raghuvir. Viene pubblicato sul sito internazionale dell’Hairakhandi Samaj www.haidakhandisamaj.org e viene spedito in cartaceo in tutto il mondo. Ogni numero affronta un diverso argomento sul quale i devoti di tutto il mondo sono chiamati a intervenire. L'ultimo numero è stato interamente dedicato al ricordo del nostro amatissimo Guru, Shri Muniraj Maharaj.

Preghiamo affinchè Shri Muniraj continui a vivere nei nostri cuori

di Karkhu, tradotto da Giorgia
Dall’edizione speciale dell’International Haidakhandi Journal dedicata a Shri Muniraj


Muniraj mi guardava molto intensamente. Erano le 4.30 del mattino ed era buio salvo per una lampadina accesa nella veranda. Lui indossava un longhi e una canottiera in stile indiano e aveva un piattino in mano. Solo più avanti ho capito che era un piattino per la puja. “Dormi!” mi disse e mi fece cenno verso il pavimento in legno della veranda. Ero eccitato e stanchissimo e mi addormentai immediatamente.

Qualche ora dopo ritornò con un bicchiere di latte caldo che mi offrì e, senza dire molto mi mandò da solo in jeep fino a Dam Site perché potessi avventurarmi a Herakhan, per incontrare Babaji per la prima volta. Era il 3 febbraio 1977…

… A Herakhan, tre giorni dopo, Babaji portò me e Muniraj a camminare lungo il Gotami Ganga. Dopo esserci bagnati nel fiume sacro, Muniraj ed io facemmo il bagno a Babaji. Babaji mi mise il janeo e mi disse di portarlo sempre. “Saremo sempre collegati”, mi disse.
Poi Babaji aggiunse: “Muniraj è il tuo guru. Hai vissuto con lui per molte vite e lui ti ha chiamato qui. Muniraj ti ha portato a me e un giorno io ti restituirò a lui.”
Poi, insieme mi mormorarono il mio nuovo mantra nelle orecchie, Babaji da una parte e Muniraj dall’altra. Babaji disse che il nome di Muniraj significa “Re del Silenzio” e che io avrei dovuto parlare per lui e servirlo. Così è cominciato il mio viaggio con Muniji, Muniraj, Maha Muniraj. E’ stato mio amico, il mio Gurubhai, mio padre e il mio Guru.

Molti anni dopo, a febbraio del 1984, Babaji chiamò Muniraj e me nel Shish Mahal, il suo salottino. Babaji era sull’altalena e mi disse che Muniraj avrebbe dovuto viaggiare molto e che io lo avrei accompagnato; che io sarei stato il suo “Kamadeu”, la sua “mucca d’oro”. Babaji mi disse anche: “Vedi e tratta Muniraj come se fossi io (Babaji).”
Qualche giorno dopo, il 14 febbraio, Babaji cambiò la Sua forma e da allora ho cercato di vedere e servire Muniraj come se fosse Babaji stesso.
Maha Prabhuji Sri Sri 1008 Haidakhan Wale Baba si è trasformato dalla forma fisica nel Suo stato senza forma, per diventare la voce del nostro cuore. Shri Muniraj immediatamente ci ha detto: “Sperimentate sempre Babaji come se fosse vivo, non permettere a voi stessi di sperimentare Babaji come se fosse morto. Egli è sempre con noi.” Spesso, quando qualcuno gli chiedeva quando sarebbe tornato Babaji, egli rispondeva semplicemente: “Dov’è andato? Dove può andare Dio?”. Gora una volta gli chiese: “Come posso vivere senza Babaji?” e lui le rispose:” Dov’è andato? Babaji è sempre con noi.”
E’ difficile esprimere ciò che sento con le parole. Come si può raccontare la grandezza di quest’uomo nobile e semplice, questo “Mahatma”, Grande Anima, Maha Muni Raj? “Bhav Rakho”, le prime parole di Babaji, “Tutto dipende dalla fede!”. Babaji ci ha insegnato ad ascoltare il cuore in ogni momento, prima che la mente cominci a parlare. Questa è fede incondizionata e la vita di Muniji è stata fede in azione. Egli ha ascoltato e seguito gli insegnamenti di Babaji senza esitazioni. Il Babaji in lui ha spronato e guidato la sua intera vita e la sua opera.
L’obiettivo di Shri Muniraj è stato sempre Babaji, ispirandoci a realizzare Babaji nel nostro cuore e nella nostra vita e a rimanere concentrati sul Suo ritorno. Il 29 luglio 2012 egli ha affermato: “Quando io me ne andrò, Babaji ritornerà.”
Il suo costante ritornello,“Io non sono niente”, era rispecchiato nel modo in cui egli viveva la sua vita con autentica umiltà che risuonava e ci toccava profondamente quando ci trovavamo alla sua presenza. Egli incarnava questo principio vivendo come un contenitore vuoto attraverso il quale Babaji potesse fluire. Muniji ha raggiunto uno stato di vacuità attraverso il quale la Divinità potesse scorrere – uno stato di essere niente e allo stesso tempo essere colmi del Divino. Egli si immergeva nella Divinità, arreso totalmente ad essa e  permetteva a Babaji di usarlo come suo veicolo. In questo modo, egli viveva unito a Baba.
Ciò a cui noi aspiriamo, egli lo ha raggiunto: l’Unità. Egli ha scoraggiato la devozione nei suo confronti per dirigerla sempre, con amore, verso Babaji. “Babaji è tutto” era la sua costante affermazione. Tutto è Babaji, ogni momento, ogni azione, ogni parola, ogni avvenimento. Ci permetteva di mostrare la nostra devozione per lui perché noi ne avevamo bisogno e non poteva impedircelo. Permettendoci di esprimere il nostro amore e la nostra devozione, ci aiutava ad aumentare la nostra bhakti, la nostra devozione. Non faceva altro che ridirigerci verso Babaji, Babaji, Babaji, il Divino, il Divino, il Divino. Come Rumi e Mira Bhai, la vita di Muniraj è stata una canzone d’amore dedicata a Babaji.
Pace e amore emanavano dal suo essere. Essere vicini a Muniji significava stare in presenza di una profonda pace, di un amore confortante e di un’assoluta umiltà. Vicino a lui, ci sentivamo più vicini a Babaji. Muniraj è diventato un santo, un grande santo e anche se la sua grandezza non può essere definita, una parte di questa grandezza consiste nel suo totale assorbimento,  nella sua totale immersione nella Coscienza del Divino Babaji.
Ci incoraggiava a connetterci con Babaji ed essere ispirati da Babaji stesso. Quando noi devoti sentivamo il bisogno di chiedere la sua guida anche per bisogni e questioni mondane, egli rispondeva gentilmente alle nostre domande e ci dava la sua guida incoraggiandoci a guardare dentro di noi, per sviluppare il nostro dialogo interiore con Babaji. Egli ci ricordava costantemente che Dio non è più lontano dei nostri pensieri. Ci incoraggiava a dare tempo a Dio e a puntare l’attenzione dentro di noi, per ricevere la risposta dal nostro sè.

Anche se aveva quasi perso la vista, si prendeva ancora cura del suo piccolo tempietto colmo di immagini delle divinità e immaginette, lingam, yantra, cristalli e pietre, tutti donatigli da Babaji o dai devoti. Ci sono due paia di piccoli paduka (sandali), uno d’argento e uno di legno di sandalo. Ogni mattina faceva il bagno e decorava il suo tempietto prima di fare japa e poi l’havan. I paduka di sandalo ricevevano un’attenzione speciale. Li teneva in mano mentre li lavava e beveva tutta l’acqua direttamente dalla mano prima di applicare il profumo, mormorando le sue preghiere, parlando con questi paduka e, mentre lo faceva, entrava in beatitudine. Io ero testimone di questa storia d’amore, ogni giorno non vedevo l’ora di assistervi.
Egli mi ha insegnato a trattare la murti come un bambino, ad amarla e prendermene cura come fosse un bambino piccolo, parlarle come ad un amico, pregare e dipendere dalla murti come fosse Dio stesso…

… Maha Muniraj non è più sul suo asana ma è nei nostri cuori dove possiamo continuare a dialogare con lui e continuare ad essere ispirati dalla sua saggezza e dal suo amore. Questa è una grande perdita e un nuovo inizio, un momento in cui guardare profondamente nel nostro cuore, per ricordare tutto ciò che lui ci ha insegnato e per mettere in pratica questi insegnamenti nella nostra vita, come ha fatto lui.
Egli ci ha mostrato che possiamo raggiungere l’unione con il Divino. Ogni giorno egli ci ricordava, ci invitava a ritornare alla preghiera, ritornare alla mala, ritornare al mantra …. E dare nutrimento ad una conversazione e a una comunione  amorevole e profonda con il Divino.
Sia che parliate con Babaji o Muniraj, o ad entrambi, o a qualsiasi altro nome o forma, parlate! Mantenete vivo il dialogo. Il vostro cuore, la vostra coscienza è la dimora del Signore. Muniraj viveva secondo i princìpi che Babaji ci ha insegnato, come marito, padre, uomo d’affari e nel servizio agli altri, come nostro Guru e nostra ispirazione. Muniraj ci ha mostrato nella sua vita e nel suo “passaggio” che esiste solo il Divino, solo Babaji, solo resa totale, solo disciplina, solo servizio, solo prendersi cura degli altri. Verità. Semplicità e Amore …

… Shri Muniraj voleva che tutti noi andassimo a Navaratri per pregare per il ritorno di Babaji. Nel suo ultimo messaggio registrato, egli ci ha invitato ad andare a Navaratri e ad essere “Felici, felici, felici!”. Preghiamo perché Shri Muniraj viva a lungo nei nostri cuori!
Siamo stati lasciati tutti con l’enorme compito di prenderci cura della missione di Babaji e allo stesso tempo richiamare Babaji sulla terra.

TVAMEVA MATA CHA PITA TVAMEVA
TVAMEVA BANDHUSCHA SAKHA TVAMEVA
TVAMEVA VIDYA DRAVINAM TVAMEVA
TVAMEVA SARVAM MAMA DEVA DEVA.