Ritorno ad Haldwani

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Il momento che Vasanti ed io temevamo di più, tornando in India, poco più di un mese dopo il samadhi di Shri Muniraji, Guruji, era il tornare nella Sua casa di Haldwani, il timore e la consapevolezza di non trovarLo più là, seduto sul Suo dondolo in veranda o di non sentire più la Sua voce, il timore di trovare solo fotografie e l’impossibilità  di farlo diventare in noi una di queste. Per fortuna Guruji ha esteso su di noi totalmente il Suo amore incondizionato dal momento della Sua morte fisica, percepibile e percepito da molti di noi come un sentimento di espansione interiore. Ora possiamo fare tutto, aspettarci di tutto e puntare decisamente al bene dell’unione. Le fotografie in effetti erano là: una sul Suo dondolo e una enorme con una sfumatura antica sulla Sua poltrona nel salone; di fianco alla foto il Suo orologio barometro digitale preferito che di solito era appeso sul muro sopra la tavola da pranzo; come mai l’orologio fosse lì mi è sconosciuto ma alla sua vista sono crollato, ricordando il lila di soli pochi mesi prima quando in inverno ogni giorno Guruji giocava a battere il barometro con le Sue personali previsioni meteorologiche… ci manchi veramente Guruji.
La Sua casa di Haldwani, con il Suo mandir sono colmi della Sua presenza e io spero che tutti continuino a frequentarla per l’arti del mattino e per le colazioni a cui Guruji teneva tanto.
In quei primi giorni di settembre Herakhan non era ancora raggiungibile per le piogge quindi abbiamo raggiunto Phullsingh, a Chillianoula, già presente lì per controllare il completamento dei lavori sul tetto del tempio e per preparare il Novaratri e presidiare i beni di Guruji.
Come tutti sapete negli ultimi anni abbiamo, tutti noi, costruito una nuova casa per Shri Muniraji a Chillianoula e chiaramente molti si sono chiesti cosa sarebbe successo e chi avesse avuto diritto di usare questa nuova casa. Io come responsabile del progetto sono stato coinvolto in prima persona nel lila della casa di Guruji. Con l’aiuto di Phullsing abbiamo raggiunto una sorta di compromesso che ora vi esporrò: per l’asse ereditario legale in India la casa appartiene ora ai quattro figli maschi di Guruji, Divan Singh, Virendra, Mintu ed Emu. Prima e durante Novaratri, forte è stata la nostra resistenza contro qualsiasi tentativo di fare entrare la casa di Guruji e di Ganga in qualsiasi trattativa ereditaria, abbiamo presidiato la casa fisicamente, portandoci anche l’asana di Guruji e ottenuto che la casa fosse iniziata con una puja alla foto di Guruji nella nuova darshan room alla presenza di tutti. Abbiamo portato molte cose di Guruji in casa inclusa la Sua sediola che usava nel Suo tempio nella casa del figlio; si sono tenuti anche alcuni satsang di condivisione di esperienze con Babaji con vecchi devoti indiani.
Nonostante tutto ciò ho dovuto consegnare una copia della chiave di casa a Divan Singh il giorno dopo la conclusione di Novaratri, dopo le mie resistenze, durante un meeting estemporaneo, dove tutti avevano le lacrime agli occhi; Phullsigh, Pujari, Vasanti, Vijai gupta e Pratibha sono testimoni di tutto ciò. L’accordo finale è quello che la casa di Guruji appartiene all’ashram e Pratibha ne è la responsabile, Divan Singh si è impegnato a rispettare questo accordo. Francamente, fratelli, spero che Babaji torni fra noi il più presto possibile per riprendere possesso dei Suoi beni poiché la realtà è che la spartizione ereditaria fra i quattro figli maschi di Guruji è al momento difficoltosa e squilibrata e più passa il tempo senza Baba e più tutto è possibile.
Prima e durante Novaratri a Karkhu, Shivani e Phullsingh è stato assegnato l’onere di aprire le casse e gli armadi di Guruji, selezionare tutte le decine e decine di kurte, longhi, dothi, maglie, mala e svariati oggetti, per trasformarli in migliaia di piccoli regali/ricordi da parte di Shri Muniraji per tutti i Suoi devoti. Ho visto liste di devoti indiani e liste di devoti di tutto il mondo per i quali è stato messo da parte un ricordo di Guruji.  Posso garantirvi che il loro lavoro è stato duro e stressante e pieno di emozione. I regali per i devoti italiani, per chi non li ha ancora ricevuti, sono in ufficio ad Herakhan; Sabine ha la lista con i nomi poiché i regali sono in buste nominali.
Ashwin Novaratri 2012 è stato dolce ed intenso guidato da Alok Banerjee con amore e devozione e questo è stato un vero miracolo considerando l’atmosfera intensa. Chiaramente ci sono stati molti meeting oltre quelli di norma, per cominciare a definire la nuova situazione creatasi e grazie alla saggezza di Guruji, che ha indicato in Alokji la guida, come presidente del Samaj, per questo periodo che si spera sia di breve transizione, tutto è andato bene.
Alok è un vero devoto gentiluomo, e la sua disponibilità verso Babaji è totale; siamo stati a trovarlo dopo Novaratri nella sua città, Allahabad ,dove abbiamo avuto modo di parlare ma più che altro ascoltare molto delle esperienze sue e di sua moglie Anuradha con  Babaji. Chiaramente abbiamo anche parlato della situazione in generale del Samaj e in sostanza Alok chiede a tutti di affrontare questo periodo nella concordia cercando di tenerci lontano dai guai e di far riferimento a lui per qualsiasi problema.
Tornati ad Herakhan ci siamo calati nel miele della sadhana quotidiana, cercando di non pensare troppo, godendo solamente del tepore dei nostri cuori per affrontare con calma una ad una tutte le problematiche che apparivano sulla scena e che chiaramente hanno generato molte domande: cosa succederà ora senza Guruji a Herakhan, a chi i devoti dovranno ora chiedere il permesso di salire ad Herakhan o a Chillianoula, a chi ci si dovrà rivolgere per sbrogliare i lila inevitabilmente presenti nei nostri ashram... Io credo in Alokji come nostro riferimento tecnico ma credo anche che sia giunto il tempo che i devoti “senior”,  diretti testimoni dell’energia di Herakhan Baba,  si domandino se è il caso di rimettersi in gioco una volta ancora, smantellando il passato recente e riproponendo fortemente l’esplosiva potenza della preghiera e del karmayoga di gruppo, per il progresso interiore individuale senza il quale non c’è progresso comune. Credo che per tutti noi sia arrivato il momento di donarci totalmente a Babaji e di cominciare ad agire silenziosamente unendoci attraverso l’amore e la fratellanza; che vi piaccia o no siamo una splendida famiglia dai “Genitori Divini”.
Ad essere felici, mille volte ci ha esortato Guruji, e a farci caso cercando profondamente in noi, forse lo siamo veramente.


Much love
Premdas