freccetta Om Namah Shivaya

Semestrale di informazione dell’Herakhandi Samaj Italiano

“Intervista a Shri Munirajji”

Haldwani, gennaio 2001. Di Ram Loti, tradotto da Gaura Devi.
Tratto dal sito www.haidakhandisamaj.org

» Parole del Guru

Ramloti:     Muniraj, quando hai incontrato Babaji?
Muniraj:     La prima volta che incontrai Babaji fu al Kathgaria Ashram, vicino a Haldwani. Tuttavia, ero già venuto a conoscenza di Babaji quando ero in ospedale per sottopormi a un’operazione nel 1960. Allora Babaji mi diede un “darshan” (incontro col Guru) in ospedale. Quindi Babaji mi attirò a Haidakhan nel 1971.


RL:     Fu quella la prima volta che tu ti recasti a Haidakhan e come fu la tua esperienza?
M:     Sì, fu la mia prima volta là, e fu meraviglioso. Ebbi la sensazione di essere già stato a Haidakhan prima. Già conoscevo quel posto: questa era l’impressione.

RL:     Quando Babaji ti apparve in ospedale, sapevi che era il tuo Guru?
M:    Al tempo in cui ero in ospedale, non avevo realizzato che era stato Babaji a mostrarsi a me. Ma quando incontrai Babaji nel suo corpo fisico, compresi che era lo stesso Essere che avevo incontrato prima in ospedale, la sera prima dell’intervento.

RL:     Puoi raccontarmi un’esperienza molto intensa che hai avuto con Babaji?
M:     Dopo aver incontrato Babaji, ho avuto diverse visioni di Lui, come vedere differenti forme del Divino e come vedere la Sua forma cambiare. La più forte emozione fu quella di aver trascorso con Babaji molte vite. Sentii questa connessione, il sentimento di questa vecchia, antica connessione.

RL:     E perché credi che Baba si sia manifestato questa ultima volta?
M:     Una delle cose principali è che Egli insegnò alla gente a ripetere il mantra Om Namah Shivay, ed ora questo mantra si è diffuso per tutto il mondo. E poi insegnò alla gente a vivere in Verità, Semplicità e Amore, e a condurre le loro vite secondo questi principi. Disse anche alla gente che in questo Yuga, in questo tempo, la più alta forma di Yoga è il Karma Yoga.

RL:     Come vedi la gente dopo che Babaji ha abbandonato il suo corpo?
M:     Non ho l’impressione che Babaji sia andato. Non c’è un dopo-Babaji secondo me. E tutti i centri e gli Ashram in tutto il mondo al giorno d’oggi funzionano per ispirazione di Babaji.

RL:     E anche quando gli Ashram attraversano tempi difficili, si devono ancora continuare a tenere in vita e a far fare il loro lavoro?
M:     È normale avere difficoltà. Le difficoltà vanno e vengono sempre. Le difficoltà ci rafforzano e ci insegnano sempre qualcosa.

RL:     Che consiglio daresti alla gente?
M:     La gente dovrebbe vivere secondo gli insegnamenti ricevuti da Babaji, e l’insegnamento principale è il Karma Yoga. Ed anche, uno dei principi fondamentali di Babaji è di essere umani. Inoltre, Egli ci ha insegnato a non perdere mai di vista la nostra religione. Egli ci ha sempre insegnato che qualsiasi religione ha lo stesso valore. Quando la gente ama veramente Babaji ed è davvero in connessione con Lui, non potrà mai veramente essere in difficoltà o avere problemi. Quando si ha devozione e amore per Babaji, non si potrà mai essere realmente in difficoltà. A tutta la gente nuova che sta arrivando, Baba continua ad offrire una forte esperienza.

RL:     Perché Babaji ti ha affidato questo ruolo?
M:     Non lo so. Sto facendo del mio meglio per svolgere l’incarico che Babaji mi ha dato, e qualsiasi cosa succeda, qualsiasi cosa succederà, è sempre per costante ispirazione di Babaji.

RL:     Muniraj, tu svolgi la tua particolare pratica spirituale ogni mattina e sera: Puja, cerimonia del fuoco, Arati, Japa, meditazione; questo è un modo molto importante per rimanere in stretta connessione con Babaji?
M:     Sì, perché qualunque pratica spirituale tu svolga, questo crea un legame con il Divino.

RL:     C’è gente nuova che viene all’Ashram e non ha pratica spirituale, e vuole impararne una. Vengono all’Arati e fanno Karma Yoga,
che altro raccomandi?
M:     All’inizio, insegnagli in modo semplice: Japa (ripetizione del nome di Dio), meditazione e letture spirituali.

RL:     Tu leggi anche la “Haidakhandi Sapta Sati” tutte le mattine e le sere. È una buona pratica?
M:     Sì, è per la Dea. Sai che ogni pratica corrisponde a uno stadio spirituale, quindi, qualsiasi pratica tu faccia, questo crea una certa condizione spirituale nella tua vita. Leggere la Sapta Sati è creare una connessione con la Madre Divina.