freccetta Om Namah Shivaya

Semestrale di informazione dell’Herakhandi Samaj Italiano

La nascita di “Hairakhandi Love”

» Notizie dai Centri. Cose fatte, cose da fare

Nel 1986 in India nel deserto del Rajastan ero in preghiera e chiesi al Grande Spirito Babaji di dirmi cosa dovevo fare nella vita, la risposta fu: “Torna in Italia, apri un centro in mio nome e fai nascere una creatura.” Tornato in Italia, squattrinato e senza una compagna, il giorno di ferragosto del 1987 ero nell’ashram di Cisternino e ricordai le parole di Shastriji nel momento dell’istallazione della murti nel tempio: egli disse a tutti che questa rappresentazione della divinità aiutava a realizzare ogni desiderio spirituale.
Così mi recai in preghiera davanti alla murti e chiesi alla madre di ricordarsi delle parole di Babaji e del programma che aveva per la mia vita.
Scesi lungo la strada che porta al refettorio dell’ashram e dall’altra parte della strada vidi una donna davanti al kutir del Baba e stranamente la vidi in astrale incinta mentre  la voce interiore mi diceva di non preoccuparmi “E’ incinta di te”, ed io mi chiesi che scherzo stesse combinando il Baba, poiché non la conoscevo affatto.
Mi sedetti  al refettorio e vidi arrivare questa donna che si sedette di fronte a me, dopo tre mesi esatti  Aliana, la mia compagna rimase incinta.  Ho scoperto poi  attraverso i libri dei Givaudan che le anime s’incontrano tre mesi prima dell’atto fisico del concepimento.
La creatura che Babaji mi aveva preannunciato è nata il giorno del Gurupurnima; il suo gioco divino funziona come un orologio svizzero.
La nostra unione e il nostro amore erano il canale attraverso il quale il centro stava per manifestarsi.
Alcuni mesi dopo Babaji mi riappare in meditazione dicendo “ Questo è il momento, vai ed acquista questo luogo per l’ashram!”; in quel momento, però,  avevamo solo debiti, ma le vie del Signore sono infinite.
Il giorno dopo parto alla ricerca di questo luogo carico di speranze, arrivo a Pietralunga e la seconda casa che vedo con un sensale m’ispira, chiudo gli occhi e quando li riapro Babaji appare sull’unico pezzo di tetto rimasto nel rudere dicendomi:”Questo è il luogo, questa valle si riempirà di persone e lavorerete nel nome di un unico essere superiore, Baghwan”.
Nel 1995 Shri Muniraji inizia la Murti di Sri Haidakhandeswari a HAIDAKHAN, e quando gli chiediamo il nome del centro, si volta verso Ganga ed in hindi le chiede come si dice Prem in italiano e quindi dice “Hairakhandi Amore” e poi dice ancora: “Chiamalo Love così lo capiscono tutti”.
Nel gennaio del 1996 nella notte del mio compleanno, sogno di volare in piena libertà, senza confini osservando l’infinito con un’unica direzione. Ad un certo punto questa pace viene interrotta da un grande aereo che solca il cielo a distanza a grande velocità, sento di andargli incontro ed entro nell’aereo come se fosse di pura energia, vedo un posto libero, mi accomodo. Dopo qualche ora l’aereo atterra nella sacra terra, la Madre India. In lontananza osservo un grande tempio e sento subito di entrarci, mi ritrovo innanzi ad una lunga fila di devoti. Cantano i bhajan a Shiva, mi metto in fila in attesa per ricevere il darshan da qualcuno che non riesco a vedere per via della folla di devoti che ho davanti e sento provenire un immenso Amore. Mi trovo poco dopo innanzi a Guruji Shri Muniraj con accanto Shastriji  innanzi al tempio dedicato  a  Shri Babaji. Mi lancio ai suoi piedi, mentre mi alzo, colmo di beatitudine estatica, il guru mi mette una mano sulla colonna vertebrale, dalla nuca al  coccige svariate volte, come un Padre con suo figlio. Mentre guardo il suo volto profondo come l’oceano, mi dice: “Benedizioni per te e per tutta la tua famiglia, verrò a benedire il vostro centro.” Un mese più tardi arriva un aerogramma dall’India di Shri  Muniraj scritto esattamente l’8 gennaio, il giorno del mio compleanno, ancora lo conservo come un cimelio devozionale del guru e con mia incredulità leggo: “Benedizioni a te e a tutta la tua famiglia, verrò a benedire il vostro centro.” Eravamo tutti testimoni delle siddha spirituali del nostro maestro silenzioso ed inondati dal suo Amore. Sei mesi dopo sono andato a prendere Guruji con Ganga ed altri devoti indiani a Pagialla e con lui a bordo, la macchina appena  partita si trasforma in una bella astronave, persino il motore si fa più silenzioso per rispetto di quella solennità, finalmente mi sono sentito  accettato per quello che sono  dentro e non  per quello che rappresento nel mondo. All’arrivo a Villarosa, Muniraji è felicissimo, riconosce qualcosa di familiare nell’atmosfera, le montagne, il suono del fiume. I devoti lo aspettano suonando i bhajan sul piazzale ed appena scende gli viene posta al collo una mala di fiori ed in quel tratto di strada che divide il parcheggio dall’ashram, Guruji si guarda intorno e sorridente mi dice per tre volte “You are a  very lucky man”.
All’aarti della sera Shri MunirajI  sprizzava di gioia, un altro tassello si stava unendo al grande mosaico di Babaji, Hairakhandi Love stava per nascere, erano passati dodici anni da quando  Babaji mi era apparso dicendo di costruire un centro in suo nome. All’indomani eravamo in duecentocinquanta persone a celebrare la venuta del Maestro e per molti era il primo incontro con un Santo Uomo.
Scendendo al dhuni per iniziarlo, Guruji si sofferma  ad osservare l’architettura del dhuni ed il Sangam creato dai tre torrenti che scorrono a valle e si incontrano diventando un fiume. Il dhuni doveva essere acceso per la prima volta dal maestro, non appena il fuoco si sprigionò venne coperto da così tante offerte che non si riusciva a vedere la persona accanto, tutti piangevano, si stropicciavano gli occhi  ma lui, estatico, seduto da grande yogi, non ha versato una lacrima, anche un bambino avrebbe visto la differenza tra tutti noi immersi nella nostra valle di lacrime e lui oltre la gioia ed il dolore, immenso come una montagna, presente nell’unire il cielo alla terra.
Alla fine della cerimonia Muniraj disse a tutti che il fumo dello yajna cura e tutti coloro che avevano problemi  alle vie respiratorie sarebbero stati curati. Molte persone hanno avuto la possibilità di incontrarlo personalmente e di avere risposta alle loro domande.
Al tempio, più tardi, Muniraj fece alzare lo Shastra indiano che disse: ” Questo luogo non si chiama solo Hairakhandi Love  ma in questo ashram vive l’amore di Haidakhan”.
Un grande bandhara celebrò la fine della cerimonia.
Grazie, grazie, grazie Shri Muniraj Gurumaharaji.
Sono passati sedici anni da quella iniziazione del centro, tanta gente è passata da questo luogo, è nato come Healing Center in cui ci siamo presi cura degli esseri umani che per la  maggior parte non avevano mai conosciuto Babaji, con gli anni è sempre più diventato ashram, con le puje che si eseguono regolarmente da residenti nel centro;  in questi anni  è cresciuto un gruppo che ha formato  un consiglio direttivo che presiede il centro e siamo entrati nel Samaj con l’intento di portare il nostro contributo alla crescita del movimento di Babaji.
Ora una nuova fase sta nascendo, è importante fare un altro salto di qualità, unirsi non solo per pregare o festeggiare, ma vivere insieme dedicando la vita alla crescita interiore, all’armonia, a Babaji, unendo spirito e materia organizzandosi a vivere insieme con un’altra modalità, le strutture sono state create per poter accogliere questa fase, ora l’energia sta lavorando per creare veridicità umana nei rapporti, per fare questo passaggio non basta essere devoti, ma avere un obbiettivo comune ed una frequenza di comunicazione che sia legata non alla protezione di se stessi ma all’unione, l’amore.
Lavorare, avendo una propria responsabilità ed indipendenza economica, cantare e suonare e crescere insieme, chiunque senta proprio questo può partecipare a questo progetto comune.
Uno dei pochi voti che ci ha lasciato il Baba è il voto dell’unione e questo è il grande lavoro che sta cercando di fare il Samaji Italiano.

Anandu Singh