Cetra (Spring) Navaratri 2012 Haidakhan

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E’ certo che i trascorsi mesi invernali sono stati molto tristi , per noi figli di Herakhan Baba, e ci hanno lasciati attoniti e provati.
La malattia di Sri Muniraji e la dipartita di Ganga sono stati una dura prova. Io e Vasanti abbiamo atteso Guruji al Suo ritorno dalla Thailandia accudendolo per oltre un mese. Vorrei potervi dire che questa è stata una delle esperienze più profonde della mia vita ma questo mi risulta difficile poiché lo stato mentale in cui mi trovo è uno spazio di silente vacuità dove non esistono concetti.

La capacità di Guruji di danzare fra la terra e il cielo è incredibile; passare dalla sofferenza fisica ed emotiva, al totale donarsi a noi, è stupefacente, il tutto immerso in un silenzio frastornante fatto di ore ed ore a guardarLo sulla Sua poltrona con lo sguardo lanciato in una dimensione a noi straniera. Allora il Suo essere umano e terreno, dalla lacrima che gli scende sul viso, all’ essere goloso come un bimbo, mi è veramente apparsa come un mimetizzarsi. La Sua essenza Divina ha demolito la mia mente, che di colpo mi è apparsa come un territorio arso da un’esplosione nucleare. Il senso di tutto ciò mi è sconosciuto e confesso che mi ha fatto stare male ma un pensiero è cominciato a sorgere piano piano dalle macerie: “così è”. Tutti i nostri tentativi di essere bravi, coesi, attivi, pratici e produttivi, regolarmente disattesi, fino a disobbedire al nostro stesso Guru, forse sono lo stato nel quale proprio Lui ci vuole. Slegati, vaganti e frastornati ma pronti a scattare. Sì, credo che sia così, Babaji ci abbia messo in stand-by, soldati di un esercito disastrato all’apparenza ma pronto a tutto, specialmente a buttare il cuore oltre l’ostacolo, come solo noi italiani sappiamo fare. Tutto ciò in attesa che Lui decida di tornare fra di noi.
Il mese di febbraio è trascorso fra alti e bassi, verso Shivaratri è sembrato che Guruji avesse veramente imboccato la strada del pieno recupero per poi, invece, peggiorare rapidamente come le nostre aspettative finchè un giorno,  inaspettatamente, Guruji ha deciso di tornare in ospedale più che altro per controllare che le decine di farmaci che ingeriva gli fossero veramente di beneficio. In quel momento nessuno di noi pensava che Muniraji avrebbe avuto la forza e la salute di partecipare al Novaratri a Herakhan, cosa che poi è avvenuta regolarmente e che per me è stato un vero miracolo.
A Herakhan, intanto, fervevano i preparativi. In Gufa side è cresciuto, rapido come un fungo, il Kutir del nuovo Babaji, proprio di fianco al Dhuni, maestoso ed imponente, con una grande kirtan hall al piano terra e la camera di Babaji al piano superiore. Gorhari, nel mentre, era impegnatissimo con la Sua nuova Murti: una betoniera con motore a scoppio nuova di zecca con la quale ha costruito, in men che non si dica, nuovi muri di protezione dalla piena monsonica, sia in Gufa che a Fakirabad.
L’attesa per l’inizio di Novaratri è trascorsa in maniera inusuale, con il dubbio sulla presenza di Guruji e senza sapere quante persone avrebbero partecipato  alla celebrazione, poiché erano saltate tutte le comunicazioni per la mancanza di Ganga e a causa delle condizioni di Guruji ma già una settimana prima dell’inizio si è capito che Herakhan sarebbe stata piena di devoti felici e benedetti dalla presenza di Sri Muniraji. Guruji non ha preso parte a nessuna Puja e  Havan ma la Sua presenza fisica è bastata per ispirare e aiutare tutti noi a concentrarci nella preghiera.
E’ incredibile come Muniraji sia riuscito a ricreare una sorta di “normalità” nonostante tutti i problemi trascorsi. Due giorni prima dell’inizio di Novaratri , le ceneri dell’amatissima Ganga Ram, sono state affidate al Gotami Ganga con una Puja alla quale ha preso parte praticamente tutto l’ashram; molte lacrime si sono aggiunte alle acque cristalline del fiume ma la consapevolezza del gioco Divino ha aiutato un po’ tutti ad accettare la realtà. Ganga non è più fra noi fisicamente e la voragine lasciata dal suo Samadhi va ben oltre la gestione materiale delle mille cose che lei faceva: è sembrato quasi di essere rimasti indifesi dalle strane energie egoiche che regolarmente danzano attorno alle grandi anime come Sri Muniraji.
All’arrivo a Haldwani di sua nipote Paola, è stata aperta la Sua stanza e tutte le sue cose sono state poi distribuite un po’ a tutti  durante il Novaratri, come ricordo e ultimo dono di un’ anima grande di cui non ci dimenticheremo mai.
Trascorso Novaratri è partito il progetto di ristrutturazione del tetto del Mandir di Chillianoula, coordinato da Phullsing e tuttora in corso. A proposito di ciò, durante un silenzioso pomeriggio Muniraji mi ha spiegato come mai questo lavoro si era reso necessario: la ragione era nella fretta con cui era stato costruito la prima volta, 33 anni orsono, con un direttore dei lavori molto speciale, Babaji stesso. La ditta specializzata nella costruzione di templi fu messa sotto una tremenda pressione da parte di Babaji, che ogni giorno presenziava i lavori, spingendo gli operai e il capomastro in particolare ad accelerare i lavori, costringendoli a lavorare notte e giorno. Sri Muniraji e molti altri non capirono la ragione di tutto ciò fino al giorno seguente il completamento dell’opera quando, il capomastro, tornato finalmente a casa, morì colpito da un infarto fulminante; chiaramente Babaji sapeva cosa sarebbe successo e credo che oltre il completamento dell’opera prima della morte del capomastro, Baba abbia voluto aiutarlo a completare il meritevole accumulo di karma, con la costruzione di un luogo sacro. Questo è il motivo per cui il tetto è durato “solo” 33 anni.
Come ultima considerazione di questo inverno in India vorrei cercare di descrivere l’incredibile ondata di amore che è confluita attorno a Guruji in questo periodo: da tutto il mondo, da tutti i Suoi devoti, ha vibrato l’energia costante di un supporto che va decisamente oltre l’attaccamento al Guru. Sono rimasto stupito, leggendo a Guruji le tantissime mail che arrivavano ogni giorno di come, in realtà, siamo quasi tutti consapevoli di trovarci al cospetto di un essere straordinario, centro di un mandala divino apparso su questa terra per tutti noi, per il nostro progresso spirituale e per  la nostra liberazione.

 

 

Much love
Premdas