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Gli insegnamenti di Shri Babaji

Babaji226SANATAN DHARMA

Sanatan Dharma è una parola Sanscrita che significa "Insegnamento Eterno / Tradizione / Religione." Proprio come la parola "Namaste", che indica la natura spirituale che ci circonda, Sanatan Dharma è il riconoscimento della sostanza spirituale della vita e delle sue infinite espressioni religiose. La Tradizione Eterna è anche l'insieme di quei principi universali e stili di vita generalmente riconosciuti, in particolare nell'Induismo. Principi che aiutano a scoprire il divino che scorre in tutte le cose.

Che significa "Dharma": Non significa religione. Dharma ha un significato molto profondo. Significa riconoscere i propri doveri nel senso individuale, e a livello globale identifica la legge universale per cui tutti siamo uniti. E' ciò che tutti noi dovremmo seguire per ognuno di noi, anche se può essere diverso per ciascuno di noi. E' ciò per cui tutte le cose nel cosmo seguono il loro corso. Possiamo dire, che il sole sorge al mattino e alla sera tramonta, perchè il suo Dharma. Un insegnante si preoccupa per i suoi studenti e fa in modo di prepararli per il loro miglior futuro e per dare alla società dei buoni cittadini, è il suo Dharma. Madre Teresa ha dedicato la sua vita per i poveri, Lei ERA il Dharma.
La parola Sanatan significa "eterna". Sanatan Dharma significa dunque tutto ciò che si dovrebbe fare da eternità a eternità! La parola religione è un termine molto limitato per descriverlo, anche se è possibile trovare Dharma nel dizionario definito come religione. Come Sri Sri Ravishankar dice, la religione è come la buccia di una banana e la spiritualità è la banana. Questa spiritualità è il Dharma. Ancora la religione gioca un ruolo importante nel mondo di oggi.

MANTRA

"Man" in sanscrito significa mente e "tra" significa salvezza, mantra significa quindi ciò che salva la mente. Attraverso le vibrazioni del mantra la mente viene purificata da tutti i pensieri inutili e negativi e diventa in grado di percepire il Divino. I mantra sono stati rivelati da Dio ai saggi da tempi antichissimi e trasmessi oralmente da Guru a discepolo. Il mantra dato dal Maestro è impregnato del suo spirito vivente e, attraverso la pratica del mantra, si possono ottenere tutte le realizzazioni. "Japa" o la ripetizione del mantra, è la forma preliminare di meditazione che Babaji ci ha dato. "In questa epoca la mente dell'uomo è agitata fin dal primo giorno della nascita. La forma di meditazione più efficace rimane la ripetizione del nome di Dio. Il mantra è nettare divino (amrita): ripetetelo ogni momento". "Questo è un Mahamantra, il grande mantra originale, dato da Dio agli uomini. Il potere di Om Namah Shivaya è infinito, più forte della bomba atomica".

GURU

La parola Guru in sanscrito significa "Colui che dal buio ci mostra la luce". Senza il Guru non è possibile raggiungere la conoscenza, perchè siamo talmente accecati dalle illusioni e dagli attaccamenti, che non siamo in grado di percepire la vera natura delle cose. Il Maestro diventa tutto per il discepolo, poichè colui che dà la conoscenza, la liberazione e una nuova nascita spirituale.

SADHANA

Il Sentiero è costituito dalla Sadhana, la pratica spirituale. Nel corso di questo processo, la nostra natura deve potersi sottomettere allo Spirito, imparando a trasformare e superare i nostri limiti umani. Se riusciamo a superare le nostre resistenze, diamo spazio all'energia divina di fluire attraverso di noi. La Sadhana e il Guru diventano una cosa sola. "La sadhana è disciplina, è necessario avere una disciplina forte come quella di un soldato. In tutti gli Ashram occorre seguire lo stesso stile di vita di Haidakhan". "Tutto è creato dalla mente, sadhana significa controllo mentale".

YOGA

"Yoga significa unione, e molte attività possono essere considerate Yoga: il lavoro, i rituali, lo studio, la conoscenza. La meditazione è la forma più alta di Yoga, ma nel Kali Yuga, pochissime persone sono in grado di meditare veramente".

KARMA

"La legge del karma è una inevitabile legge di causa ed effetto, al di sopra di Dio stesso. Il karma ha inizio con il primo movimento nella mente. Poichè in ogni momento creiamo karma, con un qualche tipo di attività o di pensiero, la cosa migliore è offrire tutte le proprie azioni al Divino".

KARMA YOGA

Il lavoro come yoga è il cammino della meditazione nell'azione. Insegnatoci da Babaji, è la base della nostra vita insieme nell'ashram. L'essenza del karma yoga è imparare ad offrire le proprie azioni al Divino in tutto quello che si fa, ripetendo costantemente il mantra mentre si lavora; il karma yoga ci insegna anche il lavoro come servizio agli altri ed il lavoro fisico e manuale è un training di semplicità ed umiltà. Il karma yoga è amore messo in pratica ed un potente strumento per vincere la pigrizia, l'egoismo e le nostre resistenze fisiche e mentali. Quando ci apriamo, permettiamo all'energia creativa di fluire attraverso di noi, usandoci come strumenti del Divino. "In questo mondo si può ottenere tutto attraverso il duro lavoro". "Parlate meno e lavorate di più, questa è la base della pratica spirituale. Ripetete tutto il tempo il nome di Dio".

RELIGIONE

"Tutte le religioni si equivalgono e conducono alla stessa meta. È errato parlare di una religione hindù, poichè la religione dell'India è il Sanatan Dharma, la Via Eterna e Originaria".

CIBO

"È importante seguire una dieta pura e vegetariana. Il digiuno è una grande pratica".

RAPPORTI SESSUALI

"Nel Kali Yuga, pochissimi sono in grado di seguire il celibato. Un'unione di amore tra uomo e donna può dare pace e aiutare nella pratica spirituale".

DROGHE

"Le droghe sono tutte dannose e inutili per una vera sadhana".

SERVIZIO

"Essere in grado di servire è la cosa più grande che ci sia al mondo, pochi sono in grado di farlo. Io stesso sono venuto sulla terra solo per servire".

PUJA

Rituale eseguito al mattino e alla sera. È un atto di adorazione verso la Divinità, rappresentata in un'immagine (murti). L'offerta del fuoco viene accompagnata da canti e sacrifici vari, in particolare quello del cibo che viene trasformato in Prashad e quindi distribuito tra i partecipanti al rito.

AARTI

L'aarti rappresenta il cuore della pratica spirituale dell'Ashram, perchè è il mezzo per pregare Shree Babaji e mantenere viva la Sua presenza nella comunità; cantare insieme crea armonia fra le persone, unendole in un'aspirazione comune. Sviluppa devozione, aiutando ad aprire il centro del cuore ed è la base del bhakti yoga, insegnatoci da Shree Babaji. "Cantate sempre il nome di Dio. Cantando i mantra, il loro suono si sparge attorno e meditate così anche per gli altri, non solo per voi stessi. Si può combattere ogni guerra nel mondo attraverso i mantra".

 

IL CULTO DEL FUOCO

Fra le tante pratiche che Babaji ci ha insegnato, c'è il rituale del fuoco. Questo antico culto è stato osservato non solo in India, ma anche in molte altre civiltà precristiane: nell'Impero Romano, fra gli Incas, i Giapponesi, i Sumeri, i Tibetani. Entrando in contatto con il fuoco come elemento purificatore, esso comincia a rivelare i suoi segreti. Il fuoco in India viene considerato una sostanza sacra, un elemento di unione fra il mondo visibile e quello invisibile, una energia di trasformazione della materia. Il fuoco è luce e quando la luce arriva durante la meditazione, scende dall'alto e accende dal di sotto il fuoco della Kundalini. La sostanza che si libera attraverso questo processo arriva al corpo e lo invade, avviene l'unione Dio-uomo, cielo-terra. È proprio qui che possiamo comprendere la relazione fra microcosmo e macrocosmo, in cui tutte le manifestazioni fisiche sono viste come parti di un continuo processo di mutamento dell'energia. Il fuoco diventa lo strumento di una trasmutazione alchemica.

Agni (Il fuoco)

Il culto del fuoco è uno dei motivi dominanti nelle scritture dei Veda. Il sacrificio al fuoco viene visto come un rito magico, durante il quale vengono fatte delle offerte agli Dei, controllori celesti delle potenti forze della natura, per assicurare la continuità delle condizioni favorevoli al genere umano. Il messaggero fra cielo e terra è Agni, il fuoco, le cui fiamme salgono, così come l'aroma delle offerte bruciate, nell'ascesi dell'oblazione. Oltre a ciò, vengono attribuite ad Agni importanti funzioni. Egli è insito in ogni essere, è il sacerdote degli Dei e il Dio dei sacerdoti. È l'ospite onorato in ogni casa, che, con la propria luce, allontana i demoni dell'oscurità. Nascendo di nuovo insieme a ogni fuscello di legna, è perennemente giovane e quindi immortale. Il fuoco della pira funeraria è poi l'altare del morto, l'ultima offerta ad Agni. Garhpatya è il nome del fuoco domestico, il fuoco sacrificale della famiglia, che si trasmette di padre in figlio, costituendo così un profondo legame fra ciascuna generazione e stabilendo il rapporto con il Divino. Mantenere costantemente acceso il Garhpatya è il dovere religioso di ogni capofamiglia, poichè in mancanza di questo fuoco, è preclusa la celebrazione dei riti purificatori, in occasioni come la nascita, il matrimonio, la morte. Il fuoco conferisce sacralità agli avvenimenti principali della vita umana.

IL DHUNI

Il Dhuni è la fossa dove viene acceso il fuoco sacro. Alcuni Dhuni sono perenni, cioè una volta accesi, non vengono più spenti. Il modello di Dhuni che Babaji ha costruito a Haidakhan, (lo stesso presente a Cisternino) ha otto lati e simboleggia le otto braccia della Madre Divina e anche il chakra del cuore. Alimentando il fuoco e meditando su di esso, alimentiamo anche il nostro cuore e bruciamo tutte le impurità che coprono la luce interiore. Lo Yajna o Hawan, è considerato un mezzo efficace per comunicare con l'energia divina ed è celebrato per mantenere l'equilibrio fra gli elementi della creazione e per armonizzare tutti i piani dell'esistenza. Una antica preghiera sanscrita dice:

OM
Offro allo spirito del fuoco
meriti e colpe.
A questo fuoco offro
i miei sensi fisici
e uso le mie emozioni
come veicolo del sacrificio.

I mantra recitati durante una cerimonia del fuoco creano mutamenti nell'atmosfera, influenzando profondamente anche la psiche umana. I suoni dei mantra contengono l'essenza e il potere spirituale delle divinità, poichè secondo la scienza yogica, la vibrazione del suono delle varie lettere, ha una corrispondenza esatta con gli elementi del cosmo e del corpo umano.

OFFERTE AL FUOCO

Al fuoco vengono offerti vari elementi, quelli che mantengono la nostra vita, la quale viene simbolicamente offerta a Dio. Vengono così posti nelle fiamme riso, orzo e semi di sesamo; questi ultimi costituiscono la preghiera di eliminare anche i più piccoli semi karmici dalla nostra mente. Vengono poi offerti: acqua, latte, yogurt, zucchero, burro fuso, miele, frutta, frutta secca, certe foglie, incenso, profumo e una noce di cocco che simboleggia l'abbandono del nostro ego. Man mano che gli officianti compiono le offerte, recitano ad alta voce il mantra Swaha, che significa appunto: io offro. L'Hawan, o Yajna è un rituale collettivo, volto a purificare tutti gli ostacoli interni ed esterni, che velano in noi la luce della conoscenza, rappresentata dal fuoco. Il calore delle fiamme simboleggia l'energia (la shakti) che ci serve per compiere il difficile cammino, il profumo che si sprigiona dalle offerte è l'aroma della presenza divina, il nettare degli Dei che ci deve impregnare per permetterci di raggiungere l'Altro Piano della Realtà.